Spello

Spello, Splendidissima Colonia Julia

Spello fu fondata dagli umbri per poi essere denominata Hispellum in epoca romana. Fu dichiarata da Cesare “Splendidissima Colonia Julia”. I resti della cinta muraria, molto più grande in passato di quanto possiamo ammirare oggi, attestano la grandezza che ebbe la città, così come i resti archeologici che la circondano. Devastante per Spello fu la discesa in Italia dei Barbari che la ridussero in una povera borgata. Nell’epoca dei ducati venne inglobata nel Ducato di Spoleto, per poi essere trascinata insieme ad esso nella mani del Papato. La cittadina, tuttavia, rimpiangeva l’autonomia donatale in parte dall’Impero Romano, e non tardò a divenire Comune autonomo con proprie leggi. Il periodo comunale perdurò sino a che la famiglia perugina dei Baglioni prese il controllo dell’ormai ex-comune. Nel IV secolo Spello fu sede vescovile e nell’Alto Medioevo – con altre diocesi vicine ora soppresse – fece parte per moltissimo tempo della vastissima diocesi di Spoleto.

Spello si trova a metà strada fra Assisi e Foligno, adagiata sulle ultimi propaggini del Monte Subasio, a dominare la fertile pianura sottostante.
La superficie del comune si estende in montagna, collina e pianura. Il suo terreno, molto fertile, è coltivato a cereali, viti ed olivi.
E’ da quest’ultima pianta che Spello trae il suo più prezioso prodotto gastronomico: l’olio extravergine d’oliva.
Non a caso la città, oltre ad essere annoverata tra i borghi più belli d’Italia, fa parte dell’Associazione Nazionale città dell’olio.
Vi si tengono mercati settimanali e fiorenti manifestazioni folcloristiche, tra le quali si ricorda l’Infiorata del Corpus Domini e la festa dell’olio, che si tengono rispettivamente nei periodi di maggio-giugno e dicembre-gennaio.
Nella cittadina si trovano numerose opere di epoca romana e rinascimentale, tra cui la chiesa di Santa Maria Maggiore, la più grande di Spello, vanta splendidi affreschi del Pinturicchio, conservati nell’interna Cappella Baglioni.
Tra le numerose resti romaniche, ne sono testimonianza le mura di epoca augustea, una delle poche fortificazion i antiche rimaste in Italia, su cui si aprono cinque porte: la Porta Consolare, a tre fornici, Porta Venere, affiancata dalle torri di Properzio, Dodecagone, Porta di San Sisto, Porta Chiusa.

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